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Home VIDEO![]() VIDEO SANTUARIO MADONNA DEL RUSCELLO ORGANO MONUMENTALE...Un prezioso strumento da salvare........L’ Organo Monumentale Giulio Cesare Burzi 1638-44, Felice Ercoli 1860-61, Girolamo e Enrico Priori 1864 e infine Alfredo Priori 1904. Santuario Maria SS.ma del Ruscello, Vallerano (VT). Le pareti di fondo del transetto della chiesa del sono occupate da due cantorie identiche nel disegno, risalenti agli inizi del XVII secolo, realizzate con differenti tipi di legno, sono il risultato dei disegni di un architetto francese....
Un prezioso strumento da salvare........ L’ Organo Monumentale Giulio Cesare Burzi 1638-44, Felice Ercoli 1860-61, Girolamo e Enrico Priori 1864 e infine Alfredo Priori 1904. Santuario Maria SS.ma del Ruscello, Vallerano (VT). Le pareti di fondo del transetto della chiesa del sono occupate da due cantorie identiche nel disegno, risalenti agli inizi del XVII secolo, realizzate con differenti tipi di legno, sono il risultato dei disegni di un architetto francese, pare siano suoi i disegni dei Portali della cattedrale parigina di Notre Dame. Gli esecutori dell’opera furono Alessandro Vibani e Giovan Battista Chiuccia (1643 - 1644), valenti intagliatori romani, su una di esse è stato montato l’Organo monumentale. La cassa armonica, presenta uno schema di suddivisione delle canne di facciata in 5 campate: 5,7,5,7,5 per un totale di 29 canne in stagno puro realizzate con arte sopraffina in metallo trafilato, piallato internamente e esternamente, brunito a mano, le 5 centrali appartengono al Principale 16 e la più alta è firmata da Alfredo Priori 1904. All’interno le canne di legno di castagno hanno piedi di forma ottagonale e anime in noce, mentre le altre sono in lega per un totale di circa duemila. Si tratta di un pregiatissimo strumento d’epoca, nel suo genere unico, come riporta il Formentelli, nella sua accuratissima relazione, con materiale fonico di grande valore storico, artistico e artigianale, ricco di varietà timbriche, Trombe Soprane e Basse, Flauto Soprani e Bassi, Viola Soprani, Voce Umana, Corni Dolci, Oboe, Clarino Soprani, Ottavino Soprani e Clarone Bassi ecc., varie tipologie di registri ad ancia per un totale di 33, per sola tastiera di 54 tasti e pedaliera di 18. È uno degli Organi Monumentali esistenti, non teme il confronto con quelli delle più note chiese di Roma. Un vero trionfo del barocco agile per nulla ampolloso, la sua linea e i suoi dettagli, la concezione dell’opera e la sua esecuzione sono di raffinata fattura. La cassa che racchiude lo strumento è l’elemento funzionante indispensabile sotto il profilo acustico, non lo è la decorazione artistica, qui sontuosa che caratterizza il prospetto ricchissimo di fregi scultorei, stemmi e angeli musici, ben 17 perduti, otto per la Cantoria e otto per la balconata dell’Organo in un furto, uno della cassa. L’organo è sormontato da un timpano triangolare, al centro del quale sta benedicente l’Eterno Padre, con in mano la sfera celeste, ai margini due angeli assorti in preghiera, all’estremità centrale della croce. Più in basso quattro figure femminili spartiscono lo spazio in tre. In quello centrale compare incoronata la Vergine Maria volta di tre quarti, sulle ginocchia tiene il figlio benedicente; l’elegante figura è seduta sulle nubi, sorrette da un bellissimo cherubino. Nei due riquadri ai lati di Maria stanno due decorati stemmi, uno è quello della famiglia Farnese. Scendendo, troviamo altri due stemmi, in uno è raffigurato S. Vittore a cavallo. Ai margini vi sono altri due scomparti coronati da tondeggianti timpani spezzati, al centro di questi stanno altri angioletti nell’atto di suonare, sotto numerosi volti di cherubini. Ai lati del raffinato complesso ligneo spiccano due colonne tortili a decorazione di foglie e rose, culminando in alto con pregiati capitelli corinzi e angeli che suonano lunghe trombe; ai lati di esse vi sono due raccordi sui quali stanno altri angeli musici. In basso la balaustra è composta da dodici pannelli decorati con intagli a traforo, più sotto,invece, si alternano figure femminili che fungono da cariatidi, pannelli recanti cherubini, motivi vegetali e mascheroni. Pesanti medaglioni, anch’essi intagliati e ricchi di decori, sorreggono la pesante struttura. Costruito nel 1635 da Giulio Cesare Burzi di Parma notevolissimo organaro del tempo, ampliato dallo stesso nel 1642, mentre viene terminata la decorazione della cassa su disegno di un architetto francese con un fine intaglio, consegnato con ritardo nel 1644 poiché stava ultimando a Roma quello di San Lorenzo in Damaso. Nel 1655 il maestro Giacomo Marchesi Aretino amplia di nuovo lo strumento, che è poi quello suonato da Händel nel 1707 . Nel volume uscito nel luglio 2007 una delle maggiori studiose di storia della musica e di Händel a livello internazionale, Leo S. Olschki Editore “ Music and Meaning” Studies in Music History and the Neighbouring Disciplines, a pag 411 Ursula Kirkendale scrive: "Come sappiamo, nella terza parte del 'Salve Regina' l'organo ha una brillante parte, con accompagnamento dell'orchestra. Già Merrill Knapp riteneva poco probabile che questo potesse essere accaduto a Vignanello. Dava per scontato che fosse a Roma. Ma a poco più di un chilometro dal castello Ruspoli si trova la chiesa della Madonna del Ruscello di Vallerano, con uno splendido organo di Giulio Cesare Burzi, del 1635-44, di cui si dice che sarebbe il secondo in ordine di grandezza fra gli organi italiani. Certo quando Händel passò da Vignanello suonò questo strumento.” Cosa molto probabile poiché per farsi conoscere soleva entrare, dice Francesco Valesio nel suo Diario di Roma, in qualsiasi chiesa e si metteva alla tastiera dell’Organo. Il giovane compositore poco più che ventenne, arrivò in Italia nell’autunno 1706 presso la corte di Firenze, poi nel gennaio 1707 si trasferì deluso dalla vita musicale fiorentina si trasferì a Roma regno delle corti cardinalizie e delle mille chiese entrando in contatto con alcuni artisti all’Accademia dell’Arcadia sotto l’impulso di influenti mecenati fra i quali in primo luogo Francesco Maria Ruspoli che lo ospitò a Vignanello dove trascorse gran parte dell’estate 1707 e per la festa di Sant’Antonio da Padova 13 giugno compose una sonata “Coelestis dum spirat aura” che il sabato 18 giugno di quell’anno attraverso i marchesi Ruspoli dai Farnese signori di Vallerano, le due famiglie avevano legami di parentela, ottenne di poter eseguire “Salve Regina”, in G minore per soprano solo, Margherita Durastanti, archi, organo concertante e basso continuo, nella chiesa Maria SS.ma del Ruscello. Nel 1752 Lorenzo Alari aggiunge nuove canne e il conterraneo Felice Ercoli 1860 ricostruisce delle canne di legno ed infine nel 1864 i fratelli Girolamo ed Enrico Priori terminano l’imponente lavoro di ricostruzione che darà come risultato un organo monumentale, revisionato infine da Alfredo Priori 1904. A tutt’oggi, ricevuta l’approvazione ai lavori nel 2003, dalla Sovrintendenza tale preziosissimo strumento è in attesa che uno sponsor sensibile al patrimonio culturale della nostra regione dia una mano consistente per il lungo restauro. Postato Martedi 02 Febbraio 2010 - 15:13
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